Questo è scritto nel profilo psicologico, elaborato con pazienza dal mio psicologo in queste ultime settimane. Pochissime righe, scarne e prive di significato, che significano la mia reclusione in casa per i prossimi sei mesi e un imbuto in gola pur di farmi mangiare.
Oltre a questa concisa valanga di aggettivi atti a rovinarmi la vita, lo psicologo specifica che tuttavia posseggo creatività ed immaginazione estreme, come se cercasse di scusarsi per la montagna di guai che mi ha appena rovesciato addosso.
E tutti vanno avanti a darmi consigli, a cercare di farmi guarire, e non si accorgono, nella loro attenzione verso di me, del mio grido silenzioso: io non cedo.
Io non cedo, sappiatelo bene, e non cederò mai.
A costo di andare oltre la linea.