lunedì 30 gennaio 2012

Senza peso

Voglio solo sentirmi dannatamente senza peso. Voglio solo essere leggera e potermi infilare in una serratura, in uno spiraglio di luce, dovunque sia. Potrebbe essere abbastanza, se davvero fossi abbastanza sottile da infilarmi fra una molecola e l'altra, sparire fra due dimensioni e non fare ritorno. Diventare invisibile e guardare gli altri come non ho mai fatto. Guardarli sapendo che loro non possono vedere me.
Essere abbastanza leggera da poter cancellare quello che voglio dalla mia esistenza, perché leggera significa forte e significa felice. 
E mentre questo lo sento forte e chiaro dentro di me, mentre sento dove devo andare e cosa devo fare con una chiarezza che non credevo possibile, loro vogliono impedirmi di raggiungere quella felicità che sento così vicina e mi caricano con il peso delle loro regole e della loro presenza.
Dicono che vogliono la mia felicità, allora perché fanno di tutto per tenermi lontana da dove so che la troverò?

sabato 31 dicembre 2011

Oltre la linea

Ed ecco la diagnosi: sottopeso (ma questo già si sapeva), tendenze alla depressione, sbalzi d'umore frequenti ed imprevedibili, manca di coerenza nelle affermazioni, scarsissima autostima. 
Questo è scritto nel profilo psicologico, elaborato con pazienza dal mio psicologo in queste ultime settimane. Pochissime righe, scarne e prive di significato, che significano la mia reclusione in casa per i prossimi sei mesi e un imbuto in gola pur di farmi mangiare. 
Oltre a questa concisa valanga di aggettivi atti a rovinarmi la vita, lo psicologo specifica che tuttavia posseggo creatività ed immaginazione estreme, come se cercasse di scusarsi per la montagna di guai che mi ha appena rovesciato addosso. 
E tutti vanno avanti a darmi consigli, a cercare di farmi guarire, e non si accorgono, nella loro attenzione verso di me, del mio grido silenzioso: io non cedo. 
Io non cedo, sappiatelo bene, e non cederò mai. 
A costo di andare oltre la linea. 

giovedì 29 dicembre 2011

Nebbia

Crac... 
L'avete sentito, quel rumore ovattato?
Credo che fosse quello del mio cuore che si spezzava.

giovedì 22 dicembre 2011

Nulla

Vedo il mondo intorno a me che esplode lentamente. Vedo il vetro negli occhi delle persone che fissano il vuoto e decidono di non vedere. Vedo ragnatele che gocciolano il sangue di ragazze suicide. Vedo specchi rotti ovunque -anni e anni di sfortuna, come se ancora ci credessi. Vedo questo pianeta, dove sempre e comunque vige la legge del più forte. 
Io ammetto la realtà che vedo, ma la gente si chiude gli occhi con le proprie dita, sceglie di fingere. Forse una meravigliosa bugia è meglio della verità cruda e fredda. 
Ma allora cosa sono questi tremori che mi scuotono il corpo, queste voci nella mia testa che dicono di far smettere tutto questo, qualunque cosa sia? Cos'è questa confusione terrificante che sento nella mente, che preme per uscire ogni giorno di più? 
Non riesco più nemmeno a mettere insieme tre frasi che abbiano un qualche senso, e questo post sconnesso e privo di significato ne è la prova. 
Non so nemmeno che titolo mettere in cima, visto che ho scritto uno dopo l'altro tutti i pensieri assurdi che non fanno che girarmi per la testa da settimane. 
Non so nemmeno... nulla. 

domenica 18 dicembre 2011

Sorelle

C'è una rete di fili invisibili, nell'aria, che abbraccia il mondo con le sue mille diramazioni. Una rete fatta di pensieri e amore per chi non si conosce, una rete morbida. 
So che non sono sola, anche se è da poco che conosco quella rete. 
Ogni filo legato al mio cuore porta ad altre ragazze come me, ragazze che conosco solo tramite parole su uno schermo ma che mi capiscono molto di più delle persone che ho intorno e che affermano di sapere tutto di me. 
Forse non sono esattamente come me, quelle ragazze -vedono altre stelle ogni notte e guardano un alba diversa dalla mia, forse parlano un dialetto diverso e hanno la pelle di un altro colore- ma sono più vicine al mio cuore di quanto lo è chi vedo ogni giorno nella mia stessa strada. 
Io lo so perché anche io le conosco e le capisco. 
Ogni giorno loro toccano il filo intorno al loro cuore e pensano a me, e io percepisco quel tocco come una carezza leggera, un sussurro nel vento. 
Ragazze, vi voglio bene. 
Sorelle mie. 

sabato 17 dicembre 2011

Ragazza interrrotta

La principessa dormiva nel suo letto di ghiaccio. Si sarebbe mai svegliata?
Le palpebre erano abbassate e le lunghe ciglia nere e lucenti sfioravano le guance pallide. Le labbra erano rosee e perfettamente disegnate. Leggermente socchiuse, lasciavano uscire ritmicamente un filo argenteo d'aria leggera, che si espandeva nella luce lunare tutto intorno fino a scomparire. La principessa era bellissima. 
Sotto il vestito il corpo bianco era e sottile... sottilissimo. Le ossa risplendevano sotto la pelle e non vedevano l'ora di uscire. La principessa era immobile e respirava impercettibilmente. Non un rumore emetteva nel sonno, non muoveva il corpo di un millimetro. 
Nessun sogno agitava il suo sonno, fosse bello o brutto. Non una piega d'espressione inquinava il volto di porcellana. 
Nessun brivido di passione avrebbe mai scosso quel corpo di fata, ne paura ne amore, tristezza o disperazione. Quel corpo era immune ai segni del tempo, forte e debole al tempo stesso. 
Quel corpo e quell'anima erano spezzati nel mezzo di una vita, infranti da un desiderio malsano e potentissimo incapace di essere saziato. 
Quella vita era stata incrinata nell'apice della sua magnificenza.
La principessa dormiva nel suo letto di ghiaccio. Si sarebbe mai svegliata?

mercoledì 14 dicembre 2011

Sogno

Oggi la giornata è passata in un soffio -quel dolce respirodifata che senti sul collo quando nevica. Domani sarà un altro giorno è il mio mantra, lo ripeto in continuazione. Domani sarò una persona migliore, farò felici tutti quelli che mi sono attorno, mi libererò dai sussurri nella mia testa e sorriderò alle persone normali... Magari sarò anche mia amica.
Però oggi ho vissuto nel ghiaccio.
Oggi ho vissuto in una terra del gelo dove i fiocchi di neve sono cristallizzati a metà della caduta, bloccati per sempre dall'aria. La terra in cui risuona una sola voce melodiosa, che mormora piano una favola proibita, una favola che parla di ragazze talmente sottili da far risplendere le ossa bianche sotto la pelle d'avorio e di scheletri che luccicano, scolpiti nel diamante.
La favola affascinante e tenebrosa che io non riuscirò mai a smettere di ascoltare.